Montagne ferite, comunità solidali

Quanto accaduto sulle montagne trentine, venete, alto atesine, friulane in questi tremendi giorni di fine ottobre ha davvero dell’inimmaginabile.

Accanto  ai danni e alle distruzioni provocati dall’acqua (esondazioni, allagamenti, frane, colate di fango e detriti che hanno provocato una tragica morte), sono stati devastanti i venti furiosi che hanno colpito le valli alpine, abbattendo migliaia di abeti e cancellando vaste porzioni di boschi. La proporzione del disastro è per ora solo abbozzata: si parla di due milioni di metri cubi di piante sradicate e atterrate, in un’area vasta quanto 10.000 campi di calcio, ma bisognerà attendere il ripristino della viabilità forestale (anch’essa fortemente danneggiata) per avere un quadro preciso delle reali e definitive dimensioni dei danni.

Nella tragedia, tuttavia, spiccano due buone notizie: il grande, organizzato e generoso lavoro delle squadre della Protezione civile e dei Vigili del fuoco, professionisti e volontari fianco a fianco con i molti cittadini in difficoltà, è la prima; l’efficacia delle opere di prevenzione e di cura del territorio apportate in anni di serio lavoro, capaci di arginare e mitigare gli effetti della tremenda ‘tempesta perfetta’ abbattutasi sulle Alpi orientali, è la seconda.

Le comunità e le montagne trentine ripartono da qui: dalla solidarietà, dall’organizzazione, dalla professionalità e dal costante investimento sulla prevenzione. Elementi indispensabili perché uomini e natura alpina possano continuare a vivere insieme.

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Un aggiornamento a proposito degli Stati Generali della Montagna

Il 16 ottobre a Roma hanno preso il via gli Stati Generali della Montagna, inseriti all’interno del Progetto ITALIAE (cofinanziato con il Programma operativo nazionale – PON Governance e capacità istituzionale 2014-2020). L’incontro, aperto dalla ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie Erika Stefani ha visto la partecipazione di rappresentanti di istituzioni, associazioni, enti di ricerca e università maggiormente coinvolti dalla questione montana.

Sono stati attivati undici tavoli tecnici dedicati alla montagna con  l’obiettivo di “ stabilire un rapporto continuativo tra il Governo e il mondo della montagna e all’interno delle varie espressioni del mondo della montagna per unire le forze e far emergere idee e progetti”. I temi trattati dai Tavoli sono:

  • Governance della montagna,
  • Nuove frontiere del turismo,
  • Agricoltura e valorizzazione dei prodotti agroalimentari, gestione forestale e filiera del legno,
  • Innovazione sostenibile e imprese in montagna,
  • Fiscalità e premialità di montagna,
  • Cultura e scienza della montagna,
  • Sport e sicurezza in montagna,
  • Servizi e infrastrutture in montagna,
  • Territorio e biosfera della montagna,
  • Economia circolare e servizi eco-sistemici,
  • Strategie macro-regionali UE e nuova programmazione comunitaria,
  • Tavolo dei tavoli: la ricchezza della montagna.

Ancora non ci sono chiare indicazioni, sul sito del Dipartimento, rispetto alla composizione ed al funzionamento dei Tavoli, ma il Progetto CiVà è interessato a capire se e come la Provincia Autonoma di Trento (e le diverse realtà che qui si occupano di montagna) è coinvolta in questo lavoro di analisi e di proposta. Un lavoro che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrebbe avere un primo esito pubblico in occasione della Giornata internazionale della Montagna, il prossimo 11 dicembre.

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La montagna con gli occhi dell’antropologa Marta Villa

Condividiamo con piacere questo articolo apparso sul quotidiano L’Adige venerdì 12 ottobre 2018, che riporta un’intervista all’antropologa Marta Villa. Marta sarà presente con un suo ricco contributo anche nel terzo quaderno di CiVà in uscita entro fine mese.

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Giovani, montagna e storie di resistenza quotidiana

Siamo particolarmente felici di poter prendere parte ad un evento che si terrà domenica prossima, 9 settembre, presso Il Masetto di Terragnolo.

L’evento è organizzato dalla Piattaforma delle Resistenze Contemporanee e raccoglie alcune testimonianze di giovani che in montagna hanno deciso di vivere e coltivare progetti di vita. Delle vere e proprie storie di resistenza quotidiana e di innovazione ad alta quota.

L’appuntamento si concluderà con la proiezione del documentario del regista Michele Trentin dal titolo “Contadini di montagna”.

Il programma dell’evento è disponibile in versione completa qui.

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Luoghi da conoscere: Maso Zandonai

Uno dei riti della domenica di solito è quello di concedersi il tempo di sfogliare i quotidiani con calma: ancora più bello se tra le pagine si ritrovano storie positive e conosciute! E’ questo ciò che è capitato domenica scorsa quando, sul Corriere del Trentino, ci siamo imbattute nella storia di Michela e del suo Maso Zandonai, che lo scorso autunno avevamo visitato e raccontato qui.

Riportiamo qui sotto l’articolo, che riprende anche la storia di un luogo che nel tempo ha mutato le sue vesti e ospitato tante persone diverse:

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Verso il Libro Bianco della montagna

Abbiamo segnalato nei giorni scorsi la proposta della Ministra Stefani di organizzare gli Stati generali della montagna grazie alla quale anche il Trentino potrebbe riattivare una propria riflessione complessiva e approfondita sulla condizione delle nostre montagne e delle comunità che le abitano. Vorremmo ora mettere a disposizione del dibattito un pregevole lavoro, realizzato dall’Unione Artigiani e piccola industria di Belluno nel 2012: un Libro Bianco della montagna veneta che in 152 pagine analizza le condizioni giuridiche, sociali, economiche e demografiche del territorio alpino regionale. E che propone azioni e misure per un adeguato sviluppo dei territori montani regionali. Potremmo ben utilizzarlo per tratteggiare i possibili contenuti di un’analisi analoga da sviluppare in Trentino, magari con l’indispensabile supporto delle categorie economiche oltre che delle istituzioni e delle associazioni che in montagna e per la montagna lavorano.

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Gli stati generali della montagna

Partiranno a settembre e saranno aperti a tutti coloro che si occupano a vario titolo di montagna: sono gli stati generali della montagna, dei tavoli di lavoro permanenti presentati dalla ministra per le autonomie Erika Stefani.

L’obiettivo di questa iniziativa è creare un luogo di riflessione condiviso sul tema della montagna e del suo futuro, capace di costituirsi come interlocutore privilegiato per le politiche del territorio e delle terre alte. Non ci resta che guardare con curiosità e fiducia a questo progetto, cui anche CiVa desidera collaborare attivamente mettendo a disposizione del dibattito le proprie conoscenze e competenze!

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Giovani e montagna

Condividiamo con piacere il link alla ricerca svolta da Marco Romano e Annalisa Stablum intitolata “Stare in montagna i giovani“: un’indagine che raccoglie le storie, le motivazioni e le scelte di vita di ventisette ragazzi e ragazze che hanno scelto la montagna trentina come luogo da abitare e in cui lavorare. Buona lettura!

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Nuova speranza per Vallarsa e non solo

Dopo l’approvazione della delibera di Giunta del 18 maggio 2018  che ha rivisto e aggiornato i criteri per l’individuazione dei SIEG (Servizi di interesse economico generale, secondo la definizione stabilita dalla UE) nelle zone montane, ecco aprirsi lo spazio anche per la prossima riapertura di un esercizio commerciale a servizio delle frazioni del Comune di Vallarsa (ce ne eravamo occupati ad aprile, nel post “Una montagna a due velocità? Parliamo di Vallarsa”). L’Amministrazione comunale ha infatti  bandito a inizio luglio l’affidamento in comodato gratuito della gestione di un negozio multiservizi nella frazione di Obra: la speranza è che vi siano concrete manifestazioni di interesse, magari proprio da parte di giovani che desiderano restare a lavorare nella loro valle e che avranno certamente fantasia ed entusiasmo per interpretare al meglio le potenzialità del nuovo strumento. Intanto, Provincia e Cooperazione hanno sottoscritto il primo accordo per l’apertura di due esercizi SIEG in due piccoli comuni dell’alta Val di Non, Bresimo e Cis. Come ci auguravamo, anche grazie a queste iniziative ‘pilota’ le piccole comunità alpine, che spesso soffrono per la loro marginalità, potrebbero essere utilmente sostenute nel garantire ai propri cittadini la doverosa eguaglianza di opportunità attraverso una più agevole soddisfazione delle piccole e grandi necessità della vita quotidiana. Cosicché restare a vivere in montagna sia un bene e non una pena alla quale sfuggire…

 

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Nasce il Laboratorio Appennino

Siamo felici di condividere la notizia della nascita di un progetto che valorizza le buone alleanze possibili tra Alpi e Appennini, lo scambio di buone prassi e la solidarietà tra territori, tra amministrazioni e tra cittadini sensibili ai problemi (e alle potenzialità) della montagna! Buona vita, Laboratorio Appennino!

 

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