Le Aree Interne e il Trentino

E’ di gennaio 2018 la Relazione annuale sulla Strategia nazionale delle Aree interne (SNAI) presentata al CIPE dall’allora Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Claudio Vincenti. Il corposo testo (che qui riportiamo allegato) analizza, seppur in sintesi, lo stato di attuazione delle progettualità in corso, che interessano le 48 aree (sulle 72 complessivamente selezionate tra il 2014 ed il 2017) per le quali è presente la copertura finanziaria. Per avere il polso della situazione attingendo dalla viva voce delle Comunità coinvolte in questo ambizioso progetto, è interessante curiosare tra le ‘pagine’ del Forum nazionale SNAI tenutosi a maggio in Val Maira (CN). Anche il Trentino partecipa alla Strategia con  il Tesino e la Val di Sole: il primo rappresenta una delle Aree pilota individuate già nel 2014 ma ha approvato solo nell’ottobre 2017 il suo Documento della Strategia d’Area contenente la specifica progettualità per i tre Comuni partecipanti, pur risultando destinatario (al 31 gennaio 2018) di significative risorse (poco più di 7 milioni di euro, tra  finanziamenti statali ed europei). La difficoltà ad avviare le azioni oggetto della progettazione elaborata dalle Comunità locali coinvolte nella SNAI è messa in luce proprio dalla Relazione annuale: “Il processo registra un ritardo rispetto alla iniziale programmazione dei tempi, per vari motivi. Un primo fattore è dato dalla complessità territoriale delle aree ove è stato avviato il processo di co-progettazione. In taluni casi si tratta di aree che coinvolgono forme di organizzazione della compagine inter-comunale decisamente complesse. Molte di queste aree hanno dimostrato di essere indietro nei processi di pianificazione e di gestione dei servizi in forma associata. A ciò si è spesso aggiunta una complessità territoriale, originata dalla presenza di attori locali, portatori di meccanismi di conservazione, che hanno opposto una resistenza, esplicita e implicita, a fare emergere nuovi protagonisti o a innovare. Una vera e propria resistenza al cambiamento. Liberare forze nuove, attraverso un processo deliberativo aperto e informato, facilitato dal team di progettisti che lavorano sul campo, cambiare la cultura della progettazione, incentivare le classi dirigenti locali ad agire in modo nuovo, superare le opposizioni e ricomporre i conflitti richiede tempo. Un altro fattore del ritardo è da attribuirsi alla mancanza o alla debolezza delle assistenze tecniche locali” (pag. 25). Confidiamo che il percorso avviatosi in Tesino riesca a dare presto frutti efficaci per le comunità della Conca e per il loro futuro.

 

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