Una montagna a due velocità? Parliamo di Vallarsa

Foto di Tommaso Gasperotti

Se più di tremila persone festeggiano a modo loro le vacanze in montagna ballando come fossero in discoteca sulla neve dei duemila metri del Monte Spinale (in pieno Parco Adamello Brenta), i quasi 1.500 abitanti sparsi nelle 43 frazioni del Comune di Vallarsa non hanno nulla da festeggiare, dopo la chiusura degli unici due negozi multiservizi presenti sul territorio. Un Trentino a due velocità? Naturalmente, non è possibile comparare realtà radicalmente diverse; ma il contrasto tra una montagna ‘ricca’ e persino sprecona, ed una montagna dimessa, marginale, a rischio spopolamento è evidente e stride in una realtà, come quella della nostra autonomia speciale, che dovrebbe saper intervenire con saggezza e lungimiranza.

Qui trovate la delibera del 7 marzo 2018 con la quale il Comune di Vallarsa individua alcune azioni ed interventi concreti per contrastare la marginalità, gli svantaggi ed il conseguente rischio di impoverimento demografico del territorio montano ai piedi del Pasubio e delle Piccole Dolomiti, e qui trovate la mia interrogazione alla Giunta Provinciale. Quando ci sarà la risposta dell’esecutivo, ne daremo conto su questo blog.

ALTRI RIFERIMENTI:

Aiuti, scontro Daldoss-Borgonovo Re, L’Adige, 11 aprile 2018

Emanuela Valduga, Vallarsa, troppo silenzio, da Vita Trentina, 18 febbraio 2018

Vita nuova, ma a che prezzo?, Mountcity, 27 marzo 2018

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Riportiamo qui sotto la bozza della trascrizione della discussione dell’interrogazione in aula:

 

PRESIDENTE: Ho anticipato che passiamo alla question time n. 6.

Interrogazione n. 5807/XV, «Salvaguardia dei servizi nel comune di Vallarsa», presentata dalla consigliera Borgonovo Re

Prego, consigliera Borgonovo Re.

BORGONOVO RE (Partito Democratico del Trentino): Grazie, Presidente. «Lo scorso 7 marzo il Consiglio comunale di Vallarsa ha approvato all’unanimità una mozione sulla salvaguardia delle attività e dei servizi in montagna». Peraltro in questi giorni ci è arrivata una delibera analoga approvata dal Comune di Castel Condino il 29 marzo.

«Nel caso di Vallarsa la chiusura dei due negozi multiservizi, di Camposilvano e di Obra, è stata l’occasione per l’Amministrazione comunale per interrogarsi sugli svantaggi di chi vive territori di montagna, e di una montagna “marginale”, e per elaborare alcune specifiche proposte di intervento. Nella delibera vengono infatti elencate alcune azioni ritenute fondamentali per la sopravvivenza dei territori di montagna che toccano le politiche tariffarie, il potenziamento di alcuni servizi (connessione internet, trasporto pubblico, domiciliarità dei servizi sociali e sanitari), le politiche abitative e le forme di incentivazione per ridurre gli svantaggi dei residenti. Alla Provincia si chiede inoltre di impegnarsi a livello nazionale per ottenere diverse regole fiscali, nuove forme di sostegno all’occupazione e agevolazioni sulle spese di personale.

Considerato che la Giunta provinciale non ha finora ritenuto, a mio parere incomprensibilmente, di inserire la Vallarsa e le valli del Leno, ma forse anche altri territori della nostra provincia nella strategia nazionale delle aree interne, in cui è inserito il Tesino, è curiosamente inserita la Valle di Sole che si penserebbe meno marginale della Vallarsa e delle valli del Leno per esempio, si chiede di conoscere quali interventi e quali azioni puntuali si intendono attivare per corrispondere non solo e soltanto alle istanze del Comune di Vallarsa, ma a quelle istanze più generali cui il Comune di Vallarsa e il Comune di Castel Condino, per ora, hanno dato voce, assicurando alle Comunità che ancora si ostinano a dare vita a territori di grande bellezza ma di apparente minor visibilità e attrattività, una prospettiva sostenibile di sviluppo e di futuro».

Vorrei aggiungere che su questo tema sono state presentate dei colleghi Degasperi e Civettini alcune mozioni, che penso verranno discusse forse nella prossima tornata consiliare, che giustamente mettono il focus su questo tema.

PRESIDENTE: Assessore Daldoss, prego.

DALDOSS (Assessore alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa): Grazie. Rispondo all’interrogazione della consigliera Borgonovo Re, che è un po’ a cavallo fra aspetti di ordine strettamente connessi al mantenimento delle zone di montagna e di presìdi di tipo economico e quindi è un po’ a cavallo fra le competenze del sottoscritto e del Vicepresidente Olivi, dicendo che, per la prima parte, quindi per incentivare il mantenimento delle attività economiche, recentemente la Giunta provinciale ha anche deliberato di innalzare il contributo per quelle attività che si trovano in zone svantaggiate e anche prevedendo eventualmente la possibilità di contributi ulteriori per chi, nell’anno successivo alla chiusura di un esercizio commerciale, eventualmente lo riapra. Quindi non vale ovviamente solo per Vallarsa, ma vale in termini generali per chi si trova in queste condizioni e, da questo punto di vista, è un intervento concreto ma ovviamente limitato a un aspetto di ordine economico per questa tipologia.

Il tema invece molto più ampio, molto più complesso e probabilmente anche non necessariamente individuabile in una risposta singola, ma in un ragionamento più complessivo che riguarda queste aree “marginali” rispetto alla possibilità di fruizione di servizi, anche se la Valle del Leno è direttamente connessa con Rovereto, che comunque è un centro di servizi importante e rilevante all’interno della nostra provincia, necessariamente deve impegnarci un po’ tutti a metterci forse anche un po’ di innovazione e di sperimentazione innovativa rispetto a quello che può essere fatto per mantenere su questi luoghi soprattutto la residenzialità, creare posizioni e opportunità di lavoro, perché un giovane si ferma in un luogo se lì trova sostentamento per se stesso e per eventualmente creare le condizioni per costituirvi un proprio nucleo familiare. Come Giunta provinciale abbiamo approvato alla fine del 2017 una delibera volutamente con questa finalità: che fosse una sperimentazione per mettere in atto dei progetti anche nuovi, che nascesse dal basso (dai Comuni, dalle ASUC, dalle varie associazioni) e che, attraverso questa sperimentazione in futuro, nella prossima consiliatura chi avrà questo onere e onore di rimettere mano anche alla legge sulla montagna in maniera sinergica. È un contributo che diamo per interventi specifici di 30 mila euro a fondo perduto, coinvolgendo il più possibile le associazioni e le rappresentanze sul territorio e da questo noi non ci aspettiamo, nonostante la pubblicizzazione fatta, una grande risposta. Non ci sono grandi proposte anche di tipo innovativo, da questo punto di vista, per fare in modo che lì si possa sperimentare un qualche cosa che poi rientri eventualmente nella legge, ma successivamente diventi anche un patrimonio di buone pratiche per altre realtà e per altri Comuni.

Sull’aspetto che riguarda invece l’inserimento nelle aree interne, situazioni molto complesse da gestire per le quali si fa ancora fatica ad arrivare ad una conclusione per quella del Tesino oltre che per quella della Val di Sole, oggettivamente la dimensione e la quantità demografica delle valli del Leno difficilmente poteva essere autonomamente presa in considerazione per inserirla in un progetto come quello delle aree interne, che possiamo fare noi invece più mirato come Provincia.

PRESIDENTE: Consigliera Borgonovo, se vuole replicare, prego.

BORGONOVO RE (Partito Democratico del Trentino): Grazie, Presidente. Ringrazio l’assessore per la risposta, ma debbo dire sinceramente che non sono per niente soddisfatta.

Noi nella legge provinciale 29 dicembre 2016 n. 20 (legge di stabilità provinciale del 2017), quindi un anno e mezzo fa, avevamo adottato e condiviso in quest’Aula una norma nella quale prevedevamo la ridefinizione organizzativa dei soggetti pubblici preposti alla salvaguardia e valorizzazione della montagna con la costituzione di un tavolo. Lo so che di tavoli moriremo soffocati e dagli stessi moriremo schiacciati, soprattutto dei tavoli che non si fanno e che non si fanno per gli obiettivi che vengono loro assegnati da questo Consiglio. Io a maggio, quindi un anno fa (4 maggio 2017), feci una interrogazione a risposta immediata chiedendo a che punto era il tavolo di confronto che avevamo istituito sei mesi prima (nel dicembre 2016) per disegnare un percorso complessivo di approccio ai problemi dei territori di montagna, che certamente nel nostro territorio sono quasi il 100 per cento, ma che hanno una forma tale da farci capire che ci sono territori più robusti, più salvaguardati e anche più economicamente solidi e territori più fragili. Ora che si arrivi adesso, siamo nell’aprile 2018, a dire che ci stiamo ancora pensando (del tavolo si è persa ogni traccia, io non so se c’è, se lavora, che esiti ha dato, se c’è qualcosa, ma lo vedremo nella discussione della mozione che è all’ultimo punto dell’ordine del giorno di questo Consiglio), io mi domando se esista una reale, forte, solida, organizzata volontà da parte della Giunta e da parte delle nostre istituzioni provinciali di affrontare questi temi non a spot, non ogni volta che qualche Comune suona il campanello d’allarme perché è arrivato con l’acqua alla gola, ma vorrei che ci fosse un disegno strategico complessivo. Quindi essere qui ancora e rinviare al futuro legislatore mi sembra davvero una risposta – come direbbe il collega Viola, che non c’è – francamente imbarazzante.

 

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